SOCIETY | 6 Apr

Blockchain: come migliorare la gestione dei dati nel settore pubblico

Quali le opportunità della blockchain nella PA secondo McKinsey?

Oltre 1 miliardo di dollari investiti in blockchain secondo Deloitte solo nello scorso anno.

Questa tecnologia ha impatti rivoluzionari in molteplici settori: dalla finanza alla sanità, dall’automotive ai media per arrivare fino alla pubblica amministrazione. Il settore finance e quello più legato alle monete virtuali dovrebbero essere considerati solo come una delle numerose applicazioni possibili di questa tecnologia, in quanto la blockchain essendo priva di una gestione centralizzata permette di  ridurre la catena degli intermediari, consentendo l’invio di dati più rapidamente, in modalità sicura, con costi molto ridotti.

Nell’ultimo anno, in particolare, l’interesse nei confronti della blockchain è aumentato notevolmente soprattutto per la possibilità di gestire in modo sicuro lo scambio di informazioni tra oggetti connessi in rete. La domotica ad esempio è certamente uno dei principali settori in cui il binomio IoT e blockchain assicura importanti risultati: grazie a questa tecnologia infatti è possibile avere la certezza di essere l’unica persona abilitata ad aprire la porta di casa o ad attivare l’impianto di videosorveglianza. Altre applicazioni abilitate dagli smart contract possono riguardare, ad esempio, il settore dei servizi pubblici come acqua, gas ed elettricità. In ambito energetico l’integrazione tra IoT e blockchain può abilitare un mercato P2P in cui i device possono acquistare e vendere energia automaticamente, in base ai criteri definiti dall’utente.

Blockchain e settore pubblico

McKinsey aveva stimato già a novembre dello scorso anno che se i Governi utilizzassero e implementassero le attuali tecnologie per digitalizzare servizi e processi si arriverebbe a generare un valore economico pari a mille miliardi di dollari l’anno. Una delle funzioni primarie di un Governo è quella di archiviare e salvare importanti informazioni su individui, imprese, organizzazioni, attività e processi, ma troppo spesso si trovano ancora informazioni su carta e singoli enti che costruiscono propri silos di dati e protocolli di gestione delle informazioni in totale autonomia e senza alcuna interoperabilità con altre amministrazioni pubbliche. In questo senso la tecnologia blockchain potrebbe semplificare la gestione di informazioni affidabili, rendendo più facile per le PA l’accesso e l’utilizzo dei dati  pur mantenendo alti standard di tutela e sicurezza per tali informazioni sensibili.

Ad esempio le blockchain nei settori di distribuzione degli aiuti pubblici e gestione del sistema di welfare possono contribuire a semplificare le procedure di erogazione degli aiuti, garantendo una migliore governance di iniziative, politiche ed azioni.

Nel Regno Unito già da qualche tempo ad esempio la società GovCoin Systems Limited, con sede a Londra, sostiene il Governo nazionale nella distribuzione di interventi a sostegno dell’inclusione per le fasce più svantaggiate della popolazione britannica. Finora sono state per lo più le banche, i fornitori di servizi di pagamento e le compagnie di assicurazione a dimostrare il più alto livello di interesse nello sviluppo e implementazione di blockchain attraverso diffusi investimenti. Ma partendo con dei progetti pilota anche le PA potrebbero nel corso del tempo digitalizzare i record esistenti e gestirli all’interno di un’infrastruttura sicura. A lungo termine questa tecnologia potrebbe consentire ai singoli utenti e alle aziende di ottenere un controllo diretto su tutte le informazioni contenute nei database della PA che li riguardano. Questo livello di trasparenza potrebbe, a sua volta, rendere più facile per il settore pubblico la creazione di servizi pubblici.

Quali benefici?

Esistono oggi una serie di strumenti e tecnologie che gli enti possono implementare per proteggere i dati sensibili e migliorare la gestione di record associati a proprietà. Chiunque utilizzi i servizi pubblici è giustamente preoccupato che, nonostante gli sforzi degli enti per proteggere i propri sistemi, i criminali potrebbero ottenere l’accesso a database governativi e rubare o manipolare i dati. Nel 2015, ad esempio, alcuni cybercriminali hanno ottenuto dati personali, numeri di previdenza sociale, impronte digitali, storia lavorativa e informazioni finanziarie di circa 20 milioni di utenti che erano stati precedentemente oggetto di un controllo da parte del Governo degli Stati Uniti. I metodi di crittografia non possono mai essere sicuri al 100% e la tecnologia blockchain potrebbe contribuire a rendere più difficile violazioni di questo tipo.

L’Estonia sta implementando la tecnologia Keyless Signature Infrastructure (KSI) per salvaguardare tutti i dati del settore pubblico: questa tecnologia consente ai cittadini di verificare, semplicemente partecipandovi, l’integrità dei propri dati nei database del Governo. Questo processo ha consentito di sviluppare alcuni servizi digitali chiamati e-Business register ed e-Tax, grazie ai quali si è registrata una diminuzione del costo dei servizi amministrativi per lo Stato e per i cittadini.

Digitalizzando tutti i dati, la PA potrebbe significativamente ridurre tempi e costi dei servizi per i trasferimenti di beni di proprietà fisica o finanziaria, come ad esempio ha deciso di fare la Svezia dove il valore economico totale di tutti gli immobili supera 11.000 miliardi di corone svedesi ovvero circa tre volte il PIL dell’intero Paese. Essendo la registrazione e il trasferimento di proprietà compiti ancora troppo onerosi e dispendiosi per il settore pubblico, il catasto svedese sta cercando di digitalizzare l’intero processo attraverso lo sviluppo di un’app mobile. Lo scopo è quello di realizzare una blockchain capace di archiviare tutte le informazioni dettagliate sulle proprietà in vendita e tutte le conseguenti transazioni in fase di acquisto. Si prevede che l’uso di tale applicazione ridurrebbe il tempo necessario per completare la vendita di un immobile da tre a sei mesi, tempo medio relativo alla modalità tradizionale, a pochi giorni attraverso l’uso della tecnologia sviluppata. Secondo le stime del report McKinsey in tutti i Paesi OCSE gli acquirenti versano almeno 3,5 miliardi di dollari l’anno in spese amministrative per la registrazione delle avvenute transazioni d’acquisto nel settore immobiliare. L’implementazione e l’uso del digitale potrebbe diminuire significativamente il costo di questo servizio.

Anche la Repubblica di Georgia ha dichiarato che sta prototipando una tecnologia simile che possa permettere ai cittadini e alle aziende di utilizzare una semplice applicazione da smartphone per acquisire e trasferire titoli di proprietà entro un breve periodo di tempo e a costi contenuti.