SOCIETY | 14 Giu 2019

Dati e Algoritmi: il pensiero computazionale a scuola

Giocando si impara a programmare il futuro. Lo dimostra l'esperienza dei volontari di Engineering che da 4 anni collaborano con le scuole per formare i nuovi maker dell'innovazione.

Da sempre Engineering sostiene una serie di progetti in ambito accademico-scientifico, che contribuiscono a sostenere la crescita culturale e sociale del Paese. Tra i più importanti, Programma il Futuro, iniziativa lanciata nel 2014 dal CINI in accordo con il MIUR, con l’obiettivo di trasmettere ai bambini e agli adolescenti il pensiero computazionale e i concetti base per la manipolazione dei dati. A tal fine l’azienda ha messo a disposizione una squadra di 30 volontari, che dedica parte del proprio tempo nelle scuole per contribuire a colmare il gap di competenze digitali che anche i nativi digitali presentano. Da Roma a Napoli, poi Palermo, Bologna, Padova, Milano, Siena, Lucca, Firenze e in tante altre località.

Oltre alle attività con gli studenti, i volontari hanno partecipato a iniziative come Le notti dei ricercatori a Frascati e a Siena, collaborando con scienziati e ricercatori dell’INFN, dell’ESA, delle Università di Siena, Firenze, Pisa e di tante aziende locali.

Tutto con il gioco, niente per gioco

Le attività sono state di vario tipo, ma tutte in un contesto volutamente ludico. Si sono proposte lezioni unplugged, senza l’utilizzo di PC, con lo scopo di sviluppare i princìpi base del pensiero computazionale; attività di coding con Scratch, AppInventor e Unity 3D; sperimentazioni con stampanti 3D e robot educativi (come per esempio DOC Clementoni o M-BOT), fino alla realizzazione, con i ragazzi delle scuole superiori, di sistemi hardware con RaspberryPI e Arduino.

Oltre agli interventi formativi, i progetti hanno intercettato alcune necessità delle scuole, contribuendo, per esempio, alla realizzazione di laboratori 4.0 grazie al riuso di computer dismessi dai clienti Engineering, resi idonei alle necessità dei ragazzi con l’installazione di software open source.

Pensando al domani

Alcuni volontari Engineering hanno portato competenze specialistiche da poter spendere nel mondo professionale, sia attraverso l’organizzazione di un progetto triennale di alternanza Scuola-Lavoro in un istituto di Roma, sia con attività legate alla progettazione di videogiochi.

Spazio è stato dato anche all’artigianato digitale, attraverso l’impiego di stampanti e scanner 3D, macchine a controllo numerico e laser cutter: strumenti da maker grazie ai quali i ragazzi hanno visto come si possa sviluppare il pensiero critico e comprendere meglio tutto il ciclo di vita dei prodotti manifatturieri: dall’ideazione alla progettazione, fino alla realizzazione di un prototipo.

Gioco, robotica e tanto open source

Tre le nuove attività portate nelle scuole in questo ultimo anno scolastico, c’è anche la robotica educativa, utilizzata sia nelle classi che in eventi. Ad esempio, grazie alla collaborazione con un’associazione onlus di Napoli, è stata organizzata una giornata dedicata alla scoperta del mondo di Arduino, una piattaforma di prototipazione elettronica open source, per celebrare l’Arduino Day e l’inizio della European Maker Week 2018. Gli esempi mostrati nel corso dell’evento sono andati dal braccio robotico, all’auto teleguidata da smartphone, allo zaino smart ottimizzato per l’utilizzo urbano, a sistemi di irrigazione automatica per le piante. Esempi utili a far comprendere agli studenti il tema della georeferenziazione e dei dati di posizione relativi, con l’obiettivo di far mettere subito in pratica le nozioni teoriche apprese a scuola o all’università.

Oltre il pensiero computazionale: i propri dati in rete nel rispetto di privacy e sicurezza

I ragazzi troppo spesso non comprendono la principale differenza tra utilizzatori e creatori di tecnologia: chi crea predispone spesso percorsi obbligati di conoscenza e di utilizzo, mentre chi usa regala, inconsapevolmente, dati per creare nuovi percorsi guidati. Parlare di temi come questi con i ragazzi ha consentito ai volontari Engineering di contribuire a risvegliare in qualche modo le coscienze e permettere a studenti e adulti di riscoprire il valore dei dati e l’importanza di riflettere attentamente sulla loro condivisione e cessione.

Siamo responsabili del nostro futuro

Quello di Engineering – spiega Enrico Nardelli, Docente di Informatica all’Università Tor Vergata di Roma e Coordinatore del progetto – è un supporto preziosissimo per Programma il Futuro. Non solo in termini di risorse che fattivamente contribuiscono alla diffusione nelle scuole della cultura dell’informatica, la scienza che spiega il mondo digitale, ma anche come impegno di enorme valore strategico di un’azienda italiana per la crescita culturale del nostro Paese”.

“Engineering crede nel coinvolgimento delle comunità e nella condivisione delle esperienze – spiega il Direttore della Responsabilità Sociale di Impresa Concetta Lattanzio -. Per questo l’Azienda è da sempre impegnata a sostenere iniziative come Programma il Futuro, mettendo a disposizione persone, expertise e competenze tecnologiche, con la convinzione che la conoscenza digitale sia uno strumento prezioso per la diffusione di una cultura consapevole e responsabile e la formazione di nuovi cittadini “maker” dell’innovazione”.