TECH | 2 Gen 2018

I 10 articoli più letti del 2017

Quali sono stati gli articoli che più hanno interessato i lettori di Ingenium nel 2017?

Iniziare un nuovo anno è anche fare un bilancio di quanto fatto nel precedente e per questa ragione abbiamo voluto fare una classifica dei pezzi pubblicati su Ingenium che hanno raccolto maggiore interesse.

Questi i “best 10” del 2017

IL DATO È NULLA SENZA IL PROCESSO

Una interessante chiacchierata con Dario Buttitta, Direttore Generale divisione Pubblica Amministrazione e Sanità di Engineering, dalla quale emerge la centralità della data governance nella Pubblica Amministrazione e soprattutto la focalizzazione sul fatto che “per avere un dato di valore, che consenta una gestione più efficiente in quanto basata sui dati, è indispensabile governare i processi per arrivare a disporre di informazioni affidabili e interessanti”. Da scolpire la frase conclusiva da ritenere di buon auspicio anche nel 2018: “C’è bisogno oggi più che mai di meno storytelling e racconti sul quanto siamo bravi. C’è bisogno di gente silenziosa che faccia le cose”.

GOVERNARE I BIG DATA

Vision di Monica Franceschini in cui si affronta il tema della necessità di governare le informazioni raccolte, una volta superata la fase di entusiasmo scaturita dalla possibilità di accedere ad una grande mole di dati disponibili, e soprattutto di conciliare aspetto tecnologico e di business. “Il pericolo di lasciare che la complessità tecnologica, unita alla difficoltà di conciliare linguaggi diversi tra business e IT, offuschi la reale problematica di governance è forte, ma è necessario far presente che è compito del business individuare le priorità e collaborare con l’IT per individuare i modi opportuni per trarre beneficio dall’utilizzo dei dati”.

CLOUD, IOT, CONNETTIVITÀ, BIG DATA, AI

Le chiavi del cambiamento nella Industry 4.0 individuate e spiegate nell’intervista da Vincenzo Tartuferi, Direttore Generale divisione Energy & Utilities di Engineering, 5 chiavi che per essere implementate in azienda necessitano di competenze: “Ritengo che uno degli elementi indispensabili alla Digital Transformation delle aziende di ogni tipo e dimensione sia la possibilità di contare su persone che abbiano un rapporto di confidenza adeguato con il digitale e su figure interne in grado di aiutare l’azienda a affrontare la modifica dei processi”.

BIG DATA: 5 ERRORI DA EVITARE SE SI VUOLE AVERE SUCCESSO

Stefano Epifani ci guida attraverso 5 importanti “epic fail”, grandi fallimenti individuati nella gestione di progetti basati sull’uso di Big Data che, nemmeno secondo Gartner, possono più considerarsi una tecnologia emergente. Errori dai quali imparare, oltre che un modo per riflettere sul fatto che “implementare un progetto di successo che abbia a che fare con i Big Data vuol dire avere il coraggio di sperimentare non solo una nuova tecnologia o dei modelli di analisi, ma un nuovo modo di pensare l’organizzazione, i suoi confini, le sue dinamiche e la sua natura”.

LA CULTURA UMANISTICA ÀNCORA DELLA TRASFORMAZIONE DIGITALE

Vision di Gabriele Ruffatti sul tema dell’etica digitale, “presupposto per la gestione delle crescenti interazioni tra persone, attività e oggetti”. Nel pezzo si parla di intelligenza artificiale, di robot, di machine learning e di come gli algoritmi cambieranno le vite delle persone che dovranno essere consapevoli che “La bellezza è anche nel software, negli algoritmi, nei risultati di quanto questi producono. La bellezza è soprattutto in cosa non si vede, oltre quanto si vede. La bellezza di ciò che si vive ogni giorno. E tutto questo lo creano gli uomini”.

BLOCKCHAIN: COME MIGLIORARE LA GESTIONE DEI DATI NEL SETTORE PUBBLICO

Oltre 1 miliardo di dollari investiti in blockchain secondo Deloitte solo nello scorso anno”. Così il focus introduce i dati emersi da una ricerca McKinsey sulle opportunità dell’impiego di tecnologia blockchain in Pubblica Amministrazione. “Se i Governi utilizzassero e implementassero le attuali tecnologie per digitalizzare servizi e processi si arriverebbe a generare un valore economico pari a mille miliardi di dollari l’anno”. Nell’articolo l’elenco dei benefici e i delle best practice dalle quali poter prendere esempio.

DATA SCIENCE: QUALI LE COMPETENZE NECESSARIE?

In questa vision Andrea Maineri e Francesco Nucci accompagnano chi legge in un viaggio intorno alla tanto decantata Data Science e alla figura del Data Scientist, considerata centrale in tutte le imprese dell’economia digitale. Focus del post la formazione e la necessità di riferirsi a un linguaggio comune, di concetti chiari e condivisi, di regole e definizioni che consentano di evitare ambiguità sia nella richiesta di formazione che nell’offerta” che prende vita attraverso un framework educativo chiamato eCompetence Framework (eCF) che identifica 23 diverse professionalità all’interno del mondo ICT.ù

SCRAPING DI DATI DAI SITI: SI PUÒ?

La giurista Morena Ragone affronta dal punto di vista giuridico un tema di grande interesse nel mondo dei dati come il Data Scraping, ovvero una tecnica che consiste nell’utilizzare software per automatizzare il recupero dei dati di proprio interesse da specifici siti web. “Lo scraping è un’attività lecita in sé ma passibile di assumere differenti significati a seconda del contesto e dell’uso che può essere fatto dei dati recuperati, della specifica finalità di raccolta, in quanto astrattamente passibile di configurare diverse violazioni, dal diritto d’autore alla riservatezza dei dati personali”.

DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE: BIG DATA

Una rubrica di Stefano Epifani e Sonia Montegiove che mira a spiegare alcuni termini riferibili a nuove tecnologie descrivendole come se fossero un medicinale attraverso il bugiardino. Questo è il caso dei Big Data che “possono essere utilizzati in tutte quelle patologie ove sia importante evidenziare correlazioni non lineari tra dati e informazioni. Dal marketing alla medicina, dalla politica alla meteorologia, dai flussi di traffico nei contesti urbani all’indice di rischio per un’assicurazione sulla vita. Si usa per evidenziare collegamenti tra dati apparentemente scorrelati, identificare tendenze, intercettare andamenti”.

DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE: OPEN DATA

Un bugiardino che spiega cosa sono i dati aperti, come si usano e quali sono le controindicazioni. Diverse le “patologie” individuate e curabili attraverso l’uso di Open Data: corruzione, ignoranza, accentramento del potere, disservizi e inefficienza, immobilismo. Chiare anche le indicazioni in caso di assunzione di dosa eccessiva: “nel caso gli Open Data diventino scomodi e creino acidità di stomaco dovuta ad un eccesso di informazione realistica su come gira il mondo, basterà sospenderne con decorrenza immediata il consumo tornando a bearsi dell’immancabile storytelling precotto che altri sicuramente metteranno a disposizione”.