PEOPLE | 21 Feb

Flavia Marzano: “Innovazione fa rima con semplificazione”

Open Agenda, Open Budget, Open Code ovvero come l'openness aiuta l'innovazione in PA

Innovare per semplificare tanto da poter associare la parola Semplice a una città Complessa come Roma. Questo il compito non banale che si è data Flavia Marzano, informatica, docente universitaria di tecnologie per la PA, impegnata da sempre nel mondo del volontariato a favore dell’innovazione e ora Assessora alla Semplificazione con delega al progetto smart city del Comune di Roma.

Sono trascorsi poco più di sette mesi da quando la Sindaca mi ha proposto l’incarico di Assessora a Roma Semplice” – racconta Flavia Marzano. “Una sfida senza dubbio impegnativa che ho accolto riconoscendovi una preziosa opportunità per mettere a disposizione di Roma e dei romani competenze e esperienze maturate in quella che, oggi, definisco la mia “vita professionale precedente” in cui per quasi trent’anni ho lavorato come “tecnica” al fianco delle amministrazioni “alzando la palla” alla politica. Un onere ma soprattutto un grande onore.

Recentemente mi è stato detto che “Roma Semplice” rappresenta una contraddizione in termini, una sorta di ossimoro. Per rispondere a questa osservazione mi piace partire dalla definizione contenuta nelle Linee programmatiche 2016-2021 per il Governo di Roma Capitale: “Roma è semplice se diventa un luogo dove l’esercizio dei diritti e il rispetto dei doveri siano facili per tutti e dove tutti possano contribuire al miglioramento”. È questa la visione che guida le attività che abbiamo intrapreso con l’Assessorato Roma Semplice in questi mesi, a partire da quattro macro aree di intervento: open government; competenze digitali; agenda digitale (servizi digitali, semplificazione processi interni all’Amministrazione, connettività), smart city.

Perché Open Data in un ente locale?

Innanzitutto come doveroso adempimento agli obblighi normativi. In secondo luogo perché la pubblicazione da parte della PA dei dati in formato aperto e riusabile è un intervento strategico al fine non solo di valorizzare il patrimonio di informazioni pubbliche in possesso delle amministrazioni ma anche per garantire trasparenza, accountability e partecipazione, temi prioritari all’interno del programma di governo di Roma Capitale.

In questo contesto, come Assessorato Roma Semplice siamo al lavoro per definire un nuovo programma strategico che preveda la riorganizzazione del portale Open Data del Comune di Roma, anche attraverso possibili accordi di partenariato con altri enti territoriali.

I principali obiettivi, inseriti all’interno dell’Agenda Digitale di Roma Capitale, sono:

  • rendere accessibili e riusabili dati dell’Amministrazione e, in generale, su Roma;
  • rendere comprensibili per i cittadini i dati principali dell’Amministrazione;
  • promuovere il riuso dei dati per la realizzazione di servizi da parte delle imprese;
  • promuovere il coinvolgimento dei city-user e, in generale, degli stakeholder, nell’identificazione dei dati da aprire.

Quali i dati più utili e più difficili da pubblicare secondo la tua esperienza?

Lato cittadini le maggiori richieste di dati riguardano, come è comprensibile, i servizi pubblici, la mobilità, la mappatura dei cantieri per semplificare la viabilità, i dati sul pendolarismo e il turismo, quelli sull’accessibilità e la sostenibilità ambientale. Si tratta di dati di cui l’amministrazione dispone e su cui siamo a lavoro per renderli completamente aperti e riutilizzabili.

A questo proposito segnalo che il 4 marzo prossimo, in occasione dell’International Open Data Day 2017 e della Settimana Nazionale dell’Amministrazione Aperta promossa dal Dipartimento della Funzione Pubblica, l’Assessorato Roma Semplice invita cittadini, imprese, organizzazioni della società civile, esperti di Open Data ad un incontro di co-progettazione in Campidoglio, dalle 09 alle 15, in sala della Protomoteca.

L’obiettivo dell’Amministrazione Capitolina è avviare un percorso partecipato sull’apertura e il riuso dei dati pubblici, definendo insieme ai partecipanti una road map condivisa. A partire dai dati già disponibili sul portale Open Data e da altri che lo saranno in occasione dell’incontro saranno formati gruppi di lavoro per definire quali siano i dati più significativi e il loro possibile utilizzo per promuovere innovazione sociale e processi di co-progettazione anche attraverso sperimentazioni pratiche sui dati disponibili.

Il progetto più interessante su Open Data visto?

Tra le numerose esperienze virtuose di apertura dei dati realizzate nel corso degli ultimi anni sia a livello internazionale che nazionale, cito volentieri il catalogo Open Data del Trentino, uno dei portali che considero tra i più evoluti dal punto di vista non solo della quantità e qualità dei dataset disponibili ma anche per gli strumenti tecnologici di visualizzazione dei dati offerti.

Come possono i Big Data aiutare la PA nel gestire al meglio le risorse pubbliche?

L’analisi dei Big Data attraverso l’impiego della Sentiment Analysis, ad esempio, consente una più facile comprensione delle informazioni che, sebbene non strutturate, possono contribuire alla creazione di un “cruscotto decisionale”, uno strumento impiegabile dalla politica per assumere decisioni di indirizzo e, al tempo stesso, al servizio delle strutture dell’amministrazione e dei dirigenti per supportarli in una gestione più oculata ed efficiente delle risorse pubbliche, fornendo loro un quadro maggiormente dettagliato e ricco rispetto all’analisi dei semplici dati aperti.

Da sostenitrice convinta dell’openness quali i vantaggi dell’apertura e della condivisione di dati e soprattutto conoscenza?

Da sempre, nel corso della mia “vita professionale precedente” prima menzionata, ho cercato di portare nella politica locale e nazionale il concetto di condivisione. Condivisione di dati, di conoscenza, di esperienze. Un impegno che ho perseguito lavorando con altre  persone e associazioni e che ha condotto a traguardi importanti su FOIA, Open Data, Software Libero, solo per citarne alcuni. Un impegno che, chiaramente, prosegue con pari convinzione nelle mie attuali vesti di Assessora mantenendo viva la collaborazione con le associazioni e in generale con gli stakeholder, fondamentali nella funzione di raccordo tra l’amministrazione e i cittadini di cui raccolgono le istanze.

Rappresentanze delle Associazioni di categoria e della società civile sono state, infatti, coinvolte nel percorso partecipativo che l’Assessorato Roma Semplice ha perseguito per la definizione dell’Agenda Digitale di Roma Capitale. Per incentivare l’interazione tra l’Amministrazione e i cittadini secondo i princìpi dell’Open Government e della democrazia partecipata è stata, inoltre, aperta una consultazione sia on-line – tramite l’Ideario – che in presenza, con tavoli di approfondimento e confronto.

Condivisione, trasparenza e partecipazione possono e devono, dunque, diventare elementi costitutivi e identitari dell’Amministrazione. Obiettivi, questi, che non possono prescindere dall’accessibilità dei dati che consente al cittadino la possibilità di conoscere, verificare e valutare con consapevolezza l’operato della macchina pubblica. In questo contesto le nuove tecnologie si pongono come strumento di facilitazione del processo di acquisizione delle informazioni, garantendo così il coinvolgimento dei cittadini nelle scelte dell’Amministrazione.

 

Per sintetizzare le attività che l’Assessorato Roma Semplice sta portando avanti sul fronte dell’Openness abbiamo iniziato a declinare un nostro personale alfabeto: l’OPEN ABC.

 

  • Open A è Open Agenda, la mia agenda è pubblica, aperta, condivisa e consultabile on line direttamente dalla pagina istituzionale dell’Assessorato: chiunque può sapere dove sono, chi incontro, qual è il calendario dei miei appuntamenti.
  • Open B è Open Budget, i Bilanci della Pubblica Amministrazione, come è noto, devono essere pubblici per legge. Attraverso la piattaforma OpenBilanci, i Bilanci di Roma Capitale degli ultimi 10 anni sono stati resi più facilmente leggibili e comprensibili anche per i non addetti ai lavori grazie ad apposite infografiche esplicative.
  • Open C è Open Code, lo scorso ottobre la Giunta ha approvato una delibera che prevede l’utilizzo del software libero e la migrazione progressiva dagli attuali sistemi informatici dell’amministrazione capitolina verso soluzioni Open Source.

Un alfabeto che vogliamo arricchire e popolare anche guardando alle esperienze delle altre amministrazioni italiane su questi temi per mettere in comune l’innovazione. “Mettiamo in Comune l’Innovazione” è il titolo dell’iniziativa a cui abbiamo dato avvio lo scorso ottobre a Roma e che in questi mesi è proseguita attraverso un roadshow che ha coinvolto numerose città italiane tra cui Bologna, Reggio Calabria, Milano con l’obiettivo di aprire un spazio di condivisione e confronto tra gli Assessori all’innovazione e al Digitale di tutti i Comuni italiani.

Prossimo appuntamento romano il 20 Marzo in Campidoglio, Sala della Protomoteca.