PEOPLE | 20 Lug

Cloud, IOT, Connettività, Big Data, AI: le chiavi del cambiamento? Intervista a Vincenzo Tartuferi

Opportunità e ostacoli dell’Industry 4.0 nel settore Utilities

Quando mi chiedono fino a che punto il mercato Energy & Utilities potrà modificare il proprio modello di business attraverso la trasformazione digitale, quali saranno i processi maggiormente impattati e quali invece i nuovi, e fin dove possiamo spingerci con l’immaginazione sapendo che la tecnologia è oggi matura, rispondo che basta pensare a settori come quello alberghiero, ove i più grandi operatori al mondo – AirBnB e Booking.com – non possiedono nemmeno un albergo, oppure al settore dei trasporti urbani, ove uno degli operatori che sta cambiando il mercato, Uber, non possiede nemmeno una vettura.

Allo stesso modo dobbiamo interrogarci sul futuro del settore Utilities, chiedendoci come siano destinati a cambiare i modelli di business degli operatori con la digital transformation e i nuovi paradigmi dell’Industry 4.0.

Vincenzo Tartuferi apre così la chiacchierata intorno al ruolo dei dati nella trasformazione digitale nelle Utilities, mercato nel quale Engineering è leader con una divisione E&U di cui è Direttore Generale.

Quali gli elementi chiave per l’Industry 4.0 nel settore Utilities?

Sicuramente il cloud, che consente di disporre di infrastrutture solide, sicure, scalabili;  IOT per personalizzare servizi rivolti al cliente; la connettività senza la quale non staremmo nemmeno qui a parlare che deve garantire l’accesso alla rete veloce e in mobilità; i Big Data, ovvero la possibilità di usare tutte le informazioni pubbliche e private ma correlandole attraverso software specifici; l’intelligenza artificiale che chiude il cerchio consentendo l’automazione di molti processi considerati finora difficilmente automatizzabili dando un vero valore aggiunto.

Oggi, a differenza rispetto al passato dove i dati erano spesso chiusi e difficilmente accessibili, abbiamo la possibilità di reperire ed analizzare molte più informazioni e soprattutto, grazie all’analisi cognitiva, di poterle correlare ai propri dati potendo quindi automatizzare comportamenti sempre più complessi. Questo scenario, descritto pensando al mercato Utilities, è in realtà applicabile a ogni settore e tipologia di azienda. Pensiamo ad esempio ai taxi e a come oggi si stanno trasformando mettendo a disposizione del cliente applicazioni che consentono non solo di prenotare, ma anche di capire qual è la macchina più vicina, di sceglierla sapendo chi sarà l’autista, di contattarlo prima che arrivi. Per fare tutto questo servono i cinque elementi citati, che stanno modificando profondamente il modello di business delle aziende che gestiscono taxi.

Nel settore delle Utilities gli ambiti di applicazione possono essere molteplici, buona parte finalizzati ad aumentare l’efficienza operativa automatizzando processi in cui l’uomo non dovrà più intervenire solo manualmente, ma dovrà sempre più supervisionare, coordinare ed eventualmente decidere. Stiamo lavorando molto sulle reti e sui cicli produttivi, dove riteniamo di essere molto avanti ma vogliamo spingere ancora di più sull’automazione proprio grazie alle nuove tecnologie. Qualcosa si sta iniziando a fare anche sulla parte commerciale e di customer engagement dove Big Data, IoT, cloud, connettività, intelligenza artificiale possono fare quello che oggi nemmeno riusciamo a immaginare aprendo a possibili nuove aree di business nell’ottica di servizi tailor made rivolti al singolo cliente.

Qual è la situazione delle imprese italiane rispetto a questi elementi chiave?

Per quello che riguarda il Cloud posso dire che le imprese sono abbastanza avanti: hanno ben compreso la necessità di ricorrervi, alcune hanno già fatto il passo (per esempio Enel, tanto per citare un grande player) e altre lo stanno facendo o valutando. Ma la strada è quasi obbligata per tutte.

Anche nell’IOT le aziende stanno sperimentando e lanciando nuovi servizi per non parlare del mondo degli Smart Meter dove siamo il paese leader a livello mondiale per ampiezza di adozione.
Sulla Connettività, il nostro Paese, pur non rappresentando una eccellenza in Europa e avendo margini di miglioramento, si è comunque mosso; si sono fatti e sono in corso investimenti importanti, che ci consentiranno di migliorare la necessaria velocità di connessione a disposizione delle imprese. A tale proposito ricordiamo che Engineering coordina NRG-5, il progetto nato nell’ambito del consorzio internazionale 5G-PPP, il cui scopo è di migliorare e garantire comunicazioni ottimali nella rete energetica rafforzando “l’ultimo miglio” del network.

Le imprese del settore Utilities stanno iniziando a guardare con interesse ai Big Data e al loro possibile uso con progetti che consentono di ampliare e arricchire i dati già disponibili e che possono aiutare a migliorare i servizi al cliente e l’efficienza interna.

Ancora poco invece si sta facendo con l’Intelligenza Artificiale, che potrebbe al contrario fare la vera differenza e su cui stiamo facendo una sperimentazione interessante con un progetto che presenteremo in autunno e che potrebbe davvero rivoluzionare la gestione dei consumi elettrici delle nostre abitazioni aprendo a nuovi business.

Quali gli ostacoli alla quarta rivoluzione industriale quindi?

Ritengo che uno degli elementi indispensabili alla Digital Transformation delle aziende di ogni tipo e dimensione sia la possibilità di contare su persone che abbiano un rapporto di confidenza adeguato con il digitale e su figure interne in grado di aiutare l’azienda nell’affrontare la modifica dei processi.

C’è sicuramente un problema di competenze che possiamo risolvere soltanto dedicando tutti una maggiore attenzione alla formazione, intesa non come istruzione all’uso di strumenti ma come accompagnamento al digitale, quindi al cambio di cultura perché pensare in modo digitale significa soprattutto essere pronti ad immaginare senza vincoli.

Se poi tutto questo si facesse a partire dalla scuola ovviamente sarebbe tutto molto più semplice.