TECH | 20 Ago 2019

Digital Twin: 5 sfide per 7 benefici

Quali gli sviluppi, le sfide e le opportunità per le imprese che investono nel Digital Twin?

Inserito da Gartner tra le 10 tecnologie strategiche per il futuro, Digital Twin avrà un mercato, secondo Juniper Research, pari a 13 miliardi di dollari entro il 2023, con un forte aumento rispetto ai 9,8 miliardi di dollari stimati per il 2019, e una crescita pari al 35%.

Ad alimentare la domanda di questa tecnologia, che nel White Paper sul Digital Twin da poco pubblicato da Engineering il Direttore Generale Industria, Servizi e Infrastrutture Alfredo Belsito definisce “palestra di studio e di decisione a basso costo e a rischio zero”, la crescente adozione da parte delle aziende di IoT e Cloud oltre alle best practice già oggi disponibili in diversi settori quali l’assistenza sanitaria, l’aerospaziale e la difesa, l’automotive e i trasporti.

Le 5 sfide del Digital Twin

A fronte dei molteplici vantaggi che l’introduzione di questa tecnologia può portare in azienda, diverse sono le sfide da vincere:

  1. Connettività, che deve essere veloce, garantita e disponibile nelle diverse aree in cui l’azienda risiede per dare l’opportunità di interagire con il “gemello digitale” e prendere decisioni in tempo reale. Una condizione infrastrutturale purtroppo ancora non scontata in molte realtà italiane
  2. Hardware, ovvero potenza di calcolo da poter impiegare per poter consentire l’elaborazione in tempo reale dei dati a disposizione e per poter gestire in modo efficiente la sensoristica connessa indispensabile al Digital Twin
  3. Lunghi cicli di vita, cioè progettare il gemello digitale tenendo conto del fatto che molti asset per i quali viene impiegata questa tecnologia sono caratterizzati da un lungo ciclo di vita, che generalmente si estende ben oltre la validità dei software proprietari utilizzati per il loro design, simulazione o analytics. Questo porta a considerare come un fattore di successo la selezione delle tecnologie da utilizzare, tenendo conto della loro obsolescenza
  4. Risorse umane, che sono al centro anche del Digital Twin, con le loro competenze da mettere a disposizione per lo sviluppo e la gestione di questa tecnologia
  5. Sicurezza, diventata trasversale a diversi settori aziendali, è chiamata in causa e diventa sfida anche per il Digital Twin che, per loro natura, accumulano dati, capitale intellettuale e quindi valore per le aziende e devono pertanto essere protetti per evitare danni all’azienda.

I 7 benefici del Digital Twin

Affrontare le 5 sfide, sicuramente non banali, porta le aziende a ottenere però benefici molto importanti:

  1. Miglioramento continuo, perché l’implementazione del concetto di Digital Twin coinvolge molte altre tecnologie digitali e innovazioni che, a loro volta, possono configurarsi come fattori chiave per innescare innovazione di processo e di business in azienda
  2. Predittività, perché impiegando diverse tecniche di modellazione, il gemello digitale porta a prevedere lo stato futuro di asset aziendali rilevanti oltre che ad analizzare gli impatti di eventuali criticità da affrontare
  3. Analisi di scenario (what-if), perché, attraverso interfacce utente correttamente progettate, interagendo con il Digital Twin si possono testare diversi scenari per identificare le migliori azioni da implementare nel sistema reale.
  4. Visibilità, perché attraverso l’introduzione di questa tecnologia in azienda si possono migliorare la visibilità relativa al funzionamento di macchine o altri asset aziendali, oltre che di sistemi interconnessi più grandi
  5. Conoscenza, perché il gemello digitale può essere sfruttato anche come strumento di comunicazione e documentazione, per comprendere e spiegare i comportamenti di uno o più sistemi
  6. System Integration, perché il Digital Twin può connettersi con altre applicazioni aziendali per estrarre i dati necessari al suo funzionamento.
  7. Disruptive business models, perché questa tecnologia non solo potenzia i modelli di business tradizionali, ma ne abilita di nuovi, come quelli basati su concetti di “servitization”, in cui la conoscenza circa lo stato di salute di un asset e la corretta pianificazione delle attività di manutenzione sono fondamentali per garantire un livello di servizio adeguato.