SOCIETY | 25 Mar 2020

Emergenza Coronavirus, digitale, semplificazione e Comuni

La ripresa dell'Italia parte dalla necessità di comprendere il valore della tecnologia digitale per non farsi più trovare impreparati

La ripresa del nostro Paese passa anche attraverso il digitale e l’uso delle tecnologie. Servono consapevolezza, ambizione, coraggio. Basta tentennamenti. È il momento di andare tutti nella stessa direzione: istituzioni, imprese, cittadini per dare vita concretamente ad una società sostenibile sotto il profilo sociale e ambientale.

Solo lo scorso novembre come Municipia abbiamo presentato il Manifesto per le nuove città al servizio dei cittadini, tecnologiche, resilienti, inclusive. A poco più di tre mesi di distanza tutti noi ci ritroviamo a vivere una situazione senza precedenti che ci porta a fare i conti con la capacità di tenuta del sistema Italia, dei nostri servizi sanitari, del welfare, con un gap tecnologico esistente tra Nord e Sud ma anche tra centri della stessa regione.

Quanto la tecnologia può essere utile, non solo in emergenza?

Tutti ci siamo dovuti fermare a pensare come avremmo potuto gestire tutto questo senza la tecnologia. Niente smart working, niente collegamenti, niente servizi, distanze ancora più amplificate. Di qui l’esigenza di una tecnologia non fine a sé stessa ma – come sottolineato nel nostro Manifesto – in grado di rispondere pienamente ai nostri bisogni, a cominciare da quelli primari delle nostre città. L’emergenza Coronavirus ha riacceso i riflettori su un tema a noi caro come Municipia: quello della capacità di mettere al centro proprio le persone anche grazie alla tecnologia.

Il punto cruciale è che questa emergenza ci ha fatto scoprire quanto comunque le nostre città siano in ritardo, quante difficoltà si sarebbero potute risolvere meglio se le nostre città fossero state pronte, se avessero agito prima per dotarsi di soluzioni e servizi smart. Purtroppo, in tempi normali e non di emergenza, sembra che queste esigenze non siano così importanti, salvo scoprire, purtroppo tardi, che lo erano.

Infatti, in queste settimane come non mai, i nostri Comuni hanno dovuto correre ai ripari, rivedere completamente la gestione di molti servizi pubblici per mantenerli in funzione: per esempio rendendo digitali gli sportelli al cittadino, incrementando i procedimenti amministrativi digitalizzati, ottimizzando il trasporto pubblico per poter fronteggiare la riduzione dei mezzi e delle corse, efficientando la raccolta dei rifiuti per ridurre il personale impegnato e a rischio. Insomma, le città stanno compiendo scelte difficili, in emergenza e affrontando l’indispensabile. Questo richiede prontezza, efficienza, concretezza.

Da questa emergenza le città devono imparare che occorre farsi trovare pronti di fronte a questi eventi, prevedendoli, perché prevedere significa, come in questo caso, salvare vite, oltre che semplificare il lavoro di tutti e garantire la sicurezza locale e nazionale.

Dove e come il digitale può essere utile?

Oltre agli esempi già fatti, si pensi alla possibilità offerte dall’integrazione dei dati tra i diversi soggetti della Pubblica Amministrazione: per esempio al fine di ottimizzare la disponibilità dei servizi socio-assistenziali e sanitari. Oppure, nell’ambito della scuola, la possibilità di utilizzare tecnologie e metodologie di formazione e assistenza a distanza, di formare i docenti al loro utilizzo, nonché di ricorrere ad applicazioni di realtà immersiva, sistemi e giochi per l’apprendimento supportati da tecnologie 3D, realtà aumentata e virtuale.

E lo stesso vale per i musei e i siti archeologici chiamati a vincere una nuova sfida, quella della digitalizzazione delle opere e dell’interazione/fruizione da parte degli utenti anche attraverso il web e le applicazioni personalizzate, così da raggiungere anche il pubblico dei bambini.

L’accesso a tutti questi servizi deve essere considerato un diritto e un’opportunità per tutti, indipendentemente dalla città in cui si vive e si lavora. Questo richiede tempo, richiede una riorganizzazione dei processi e chiaramente anche risorse economiche. Ecco perché i privati devono essere considerati ora più che mai dei validi alleati della Pubblica Amministrazione, utilizzando sistematicamente gli strumenti offerti dal Codice degli Appalti come quello del Partenariato Pubblico-Privato e del project financing.

In questi giorni ci domandiamo spesso cosa ci lascerà di positivo questa epidemia: sicuramente la solidarietà, l’umanità, il senso civico e la capacità di fare rete ma io spero anche la capacità di essere previdenti, di attrezzare le nostre città per tempo al fine di fronteggiare meglio emergenze di questo tipo che purtroppo, secondo molti esperti, come si sono manifestati in passato, potrebbero ripetersi in futuro.

Quindi, un appello agli amministratori pubblici, agite prima, agite presto, dotate le città di tecnologie e servizi smart e non facciamoci trovare mai più impreparati.

Stefano De Capitani