PEOPLE | 12 Dic 2019

Le città del futuro? Tecnologiche, resilienti, inclusive: intervista a Stefano De Capitani

Il presidente di Municipia parla del Manifesto per la nuova città a misura di cittadini firmato da oltre 200 Pubbliche Amministrazioni italiane.

“Quando si parla di Smart City spesso, troppo spesso, amministratori e decisori della PA si trovano a ragionare di tecnologia. Il luogo comune è pensare di poter rendere intelligente una città tramite il digitale, ma sappiamo che non è questo il modo giusto di approcciare il tema. Proprio per spiegare un sistema nuovo, diverso, di vedere le città intelligenti nasce il nostro Manifesto. Stefano De Capitani, presidente di Municipia, introduce in questo modo il tema delle Augmented City, luoghi che, attraendo una grande quantità di cittadini, hanno e avranno sempre più in futuro un ruolo di primo piano da un punto di vista economico, per le opportunità di occupazione e sviluppo di nuove filiere, e sociale, con la necessità di ricreare e mantenere vive le comunità.

“La tecnologia di per sé – continua De Capitani – non risolve i problemi delle città, e se non è correttamente inserita in un servizio a portata del cittadino rischia di essere una barriera piuttosto che una opportunità. Per questo come Municipia non vogliamo parlare di Smart City ma di Augmented City, che prende spunto dalla Realtà Aumentata, che consente di percepire una realtà più vicina, come se si materializzasse ai nostri occhi per sentircisi avvolti. Città Aumentata è rivolta al cittadino, è piena di servizi e facility che semplificano la vita dei cittadini”.

Nella definizione di Augmented City rientra anche il termine resilienza. Perché?

“Resilienza fa riferimento all’attitudine della natura di ritrovare un equilibrio dopo aver subìto un impatto. La città resiliente è quella in grado di ritrovare un equilibrio dopo l’impatto subìto a causa di un fenomeno conosciuto a livello globale e riferibile allo spostamento di flussi di persone che scelgono le città per vivere. Le città devono reagire mettendo in campo servizi che utilizzino le tecnologie in grado di aiutare il cittadino a vivere meglio”.

Come si garantisce la centralità del cittadino e quando le città diventano inclusive?

“Quando si vanno ad analizzare alcuni indici, come per esempio il DESI, che riportano uno scarso ricorso ai servizi digitali, occorrerebbe chiedersi il perché del loro mancato utilizzo. Spesso, infatti, il cittadino non è minimamente coinvolto nella progettazione del servizio, che viene visto come un qualcosa calato dall’alto. Ecco, allora, che la Città non può essere Aumentata senza una co-progettazione dei servizi e senza cittadini in grado di partecipare attivamente all’ideazione delle innovazioni inserite nelle contesto urbano. Occorre coinvolgere fin dall’inizio le persone per far comprendere loro gli obiettivi, le motivazioni di un certo nuovo servizio. Si deve andare oltre la comunicazione di ciò che si sta facendo per portare a bordo i cittadini e far sì che questi diventino fruitori dei servizi e beneficiari veri”.

Quale il modo per coinvolgere le persone nella costruzione delle Augmented City?

“Ritengo che lo strumento giusto siano i corpi intermedi, visto che il canale diretto con i cittadini è forse poco efficace. Si può fare riferimento, per esempio, alle diverse associazioni di categoria o alle rappresentanze legate alle scuole e altri corpi intermedi, che possano essere rappresentativi di categorie di cittadini con i quali poter lavorare insieme e co-progettare”.

Oltre 200 tra sindaci, assessori e consiglieri comunali hanno già sottoscritto il Manifesto di Municipia. Qual è il prossimo passo?

“Per aumentare la diffusione del Manifesto stiamo programmando una serie di incontri da fare nel 2020 in diversi territori italiani, per coinvolgere enti locali e corpi intermedi, al fine di far conoscere il punto di vista del cittadino e alcune soluzioni e strumenti concreti utili a costruire l’Augmented City”.

Dove quindi, nella nostra quotidianità, la tecnologia e in generale gli strumenti innovativi possono fare la differenza?

“Gli ambiti più rilevanti sono mobilità, sicurezza, igiene urbana e servizi sociali. Ridurre l’inquinamento e la congestione dei centri urbani, migliorare il processo di raccolta dei rifiuti, prevenire fenomeni di vandalismo, microcriminalità e degrado oppure garantire a tutti i cittadini bisognosi sostegno e supporto pubblico. E, prima di tutto, assicurare a tutti il diritto di contribuire equamente ai servizi pubblici attraverso il pagamento dei tributi e delle tariffe con trasparenza e puntualità. Il nostro approccio orientato al cittadino e le nostre soluzioni consentono di creare circuiti virtuosi, fermo restando che la differenza la fanno le scelte dei decisori pubblici e il modo in cui la tecnologia viene applicata”.